Le principali patologie asbesto-correlate sono le seguenti:
a) placche pleuriche;
b) asbestosi;
c) carcinoma polmonare;
d) mesotelioma
Altre ipotesi (carcinoma dell’apparato digerente, della laringe, ecc. sono caratterizzate da eziologia più dubbia).
Incidenza del mesotelioma in situazioni di normalità: un caso all’anno su milione di abitanti.
Situazione del monfalconese: negli anni 80-85 verificazione 180 volte superiore alla normalità; dall’86 in poi valore 300 volte superiore alla normalità. In termini assoluti circa 500 casi nel monfalconese.
Secondo uno studio dell’Istituto Superiore della Sanità fra l’88 e il 97 nelle Province di Gorizia e Trieste si sono verificati circa 250 casi di mesotelioma.
Incidenza del carcinoma del polmone con eziologia più incerta. Al fine di ricondurre la formazione del carcinoma all’esposizione all’amianto si è tenuto conto dei parametri definiti dalla conferenza di Helsinki (vita lavorativa e quantità di esposizione, quantità di fibre presenti nella struttura polmonare).
A seguito di uno studio condotto nel monfalconese è emerso che nel periodo compreso fra gli anni 79/97 il 61% dei carcinomi del polmone che hanno colpito la popolazione maschile sono riconducibili all’esposizione, per la popolazione femminile il 4,9% di essi.
Attesi i tempi di incubazione della malattia (40-70 anni) il picco di morti si verificherà fra il 2010 e il 2020.
Conoscenze scientifiche. Dai primi anni del secolo erano emerse teorie che evidenziavano un rapporto causale fra esposizione all’amianto e tumori del polmone: dagli anni 50/60 emerge univocità scientifica sul punto.
Decreto del ’56 impone l’adozione misure cautelari nei luoghi di lavoro in connessione alla generica presenza di polveri negli ambienti lavorativi.
Bando dell’amianto sancito nel 1992.
Fin dal ’77 si era appurata una presenza di amianto in Fincantieri in misura esorbitante (perizia Istituto Universitario di Sanità – G. Gobbato).
Dati INAIL. A questi fini le denunce assumono rilevanza dagli anni ’90, le denunce relative alle neoplasie dal ’93. Il fenomeno ha grossa incidenza a Monfalcone ed è quasi inesistente a Gorizia.
All’inizio del 2000 il 10% delle rendite in gestione è riferibile a patologie asbesto-correlate: ad esse tuttavia vanno sommate le rendite estinte per decesso.
Sono stati rilevati casi di patologie asbesto-correlate contratte dopo l’86.
Negli scorsi anni la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gorizia ha dichiarato di aver aperto circa 600 fascicoli per fattispecie riconducibili all’esposizione all’amianto: non è noto se tutte relative a decessi o anche all’ipotesi di lesioni (fascicoli aperti a seguito – oltre che di denunce individuali – di esposti dell’anatomopatologo): ad essi devono aggiungersi anche i fascicoli aperti negli anni seguenti, atteso che i decessi nel frattempo intervenuti sono purtroppo molto numerosi.
Per quanto noto alla nostra associazione, solo per circa una decina di decessi è stata esercitata l'azione penale mediante richiesta di rinvio a giudizio per il reato di cui all’art. 589 c.p., ovvero di omicidio colposo: in tutti questi casi peraltro il giudice per l'udienza preliminare ha disposto in prima battuta la restituzione degli atti alla Procura, sia per un supplemento di indagine, che - in un caso - con suggerimento di procedere per il reato di cui al 589, terzo comma, c.p., ovvero di omicidio colposo plurimo con conseguente riunione di tutti i fascicoli. Successivamente per questi casi è stato disposto il rinvio a giudizio ed attualmente i procedimenti si trovano in fase dibattimentale.
Inoltre, è pendente - anch'esso in fase dibattimentale - un procedimento per lesioni colpose relativo a tredici casi di lavoratori affetti da patologie asbesto-correlate.
E’ emersa altresì la richiesta di archiviazione per alcuni procedimenti in cui è stata evidenziata la fattispecie delle lesioni colpose: in questi casi vi è stata opposizione all’archiviazione e sono stati restituiti gli atti alla Procura affinché procedesse a nuovi esami peritali funzionali alla verifica dell’aggravamento dello stato di malattia.
In relazione ai procedimenti instaurati innanzi al Giudice del Lavoro e funzionali ad ottenere tutela risaricitoria, è emerso che il Tribunale di Gorizia non ha ancora emesso sentenze. Recenti pronunce in materia sono quelle del Giudice di Trieste (vedasi sentenza allegata), del Giudice di Venezia; particolare rilievo assume infine la pronuncia della Cassazione del gennaio 2005.