vai
--------------
Archivio news 
 
sabato 31 gennaio 2009
Amianto, chiesto il rinvio a giudizio.
Amianto, chiesto il rinvio a giudizio per 13 ex dirigenti del cantiere navale.

il Piccolo — 30 gennaio 2009   pagina 09   sezione: GORIZIA

di FRANCO FEMIA Il rinvio a giudizio per omicidio colposo è stato chiesto dal pm Annunziata Puglia nei confronti di 13 ex dirigenti ed ex responsabili del servizio di sicurezza dell’Italcantieri in relazione ai decessi legati all’esposizione all’amianto di 11 persone, tutte dipendenti dello stabilimento navalmeccanico monfalconese. Il giudice delle udienze preliminari Emanuela Bigattin deciderà su questa richiesta nella prossima udienza del 16 marzo. Un rinvio deciso per un approfondimento dell’indagine in attesa che le difese producano ulteriori documentazioni. In particolare il giudice intende approfondire la posizione di Marino Visintin e Mario Bilucaglia, responsabili dal 1972 al 1992 della sicurezza dello stabilimento, che nell’indagine condotta dalla procura di Trieste, sempre sull’amianto, erano stati sentiti come testi tanto da non risultare tra gli indagati. Inoltre, dall’avvocato di parte civile Paolo Bevilacqua, è stata ventilata anche la possibilità di arrivare a un cambiamento del capo di imputazione con una formula più grave di quella dell'omicidio colposo avanzata finora dalla Procura goriziana in tutti i processi aperti per l’esposizione all’amianto. Presente all’udienza preliminare anche l’avvocato Roberto Maniacco, che tutela il Comune di Monfalcone, che ha assicurato che si costituirà parte civile nella prima udienza del processo. Gli imputati sono Giorgio Tupini, Vittorio Fanfani, Manlio Lippi, Marino Visintin, Enrico Bocchini, Giancarlo Testa, Mario Abbona, Giampaolo Framarin, Roberto Schivi, Livio Alfredo Minozzi, Corrado Antonini, Bernardo Vittorio Carratù e Mario Biculaglia. Nei loro diversi incarichi avrebbero omesso le misure di sicurezza necessarie per contenere l’esposizione all’amianto, di fornire ai dipendenti mezzi personali di protezione (mascherine e guanti) e di sottoporli a un adeguato controllo sanitario. Gli undici lavoratori deceduti per carcinoma polmonare lavoravano nei cantieri come tubisti, meccanici, carpentieri in ambienti che, secondo l’accusa, erano saturi di polvere di amianto. I familiari delle persone offese si sono costituite parte civile, oltre che con Paolo Bevilacqua, anche con l’avvocato Pierluigi Fabbro. Quest’ultimo tutela pure Marco Visintin, il 34enne di San Canzian d’Isonzo che sta scontando a Padova una condanna a 14 anni per aver ucciso la madre alla vigilia di Natale di quattro anni fa. Il giovane si è costituito parte lesa per la morte del padre Elio, avvenuta nel 2002.

archivio news >