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A.I.E.A.
Associazione Italiana Esposti Amianto
& c/o MEDICINA DEMOCRATICA - Via dei Carracci, 2 – 20149 MILANO Tel. 02 4984678 – Fax 02 48014680 e-mail: aiea.milano@libero.it |
Ban Asbestos Network |
AUDUZIONE DEL 4 FEBBRAIO 2010 PRESSO LA 11 COMMISSIONE
INTEVENTO DI ARMANDO VANOTTO PRES. NAZ. A.I.E.A.
Dopo l’ approvazione della 257/’92 dove veniva riconosciuto il “risarcimento” previdenziale, tra
l’ altro ai lavoratori esposti all’ amianto, si sono venute a manifestare molte incongruenze tese ha ridimensionarne la portata da Enti pubblici e privati che della 257 ne avevano interessi contrapposti.
La legislazione è peggiorata in seguito all’ introduzione di criteri restrittivi per il riconoscimento all’ esposizione (100 fibre litro media calcolata su 8 ore l.ve) e la riduzione del coefficiente moltiplicatore da 1,5 a 1,25 reso valido solo ai fini della pensione.
Durante il governo Prodi in un incontro con il ministro Treu e la nostra Associazione venne istituito il Fondo per le Vittime ( 50mil. di euro stornati dalla festa dell’ Unità d’ Italia) nella finanziaria 2008, All’ incontro con il Capo Gabinetto del Ministero del Lavoro a settembre 2009, durante il quale siamo intervenuti con le associazioni i parenti delle vittime dell’ amianto a manifestare, abbiamo chiesto che il finanziamento del fondo ( 20 mil. di euro) fosse destinato nella finanziaria 2010 per iniziare la procedura del pagamento del danno alle famiglie delle vittime , ai lavoratori ex esposti che hanno contratto le malattie asbesto correlate compreso i cittadini deceduti per malattie da amianto non coinvolti nei processi produttivi industriali. Il Capo Gabinetto ha dichiarato che essendo il nostro Paese in profonda crisi economica il fondo non potrà essere erogato.
Per i motivi su elencati discutiamo oggi del Disegno di Legge n° 173 Senatore Casson primo firmatario.
Con premura, nel recente passato, si è dichiarata superata l’ emergenza amianto, di conseguenza anche l’ esposizione nei luoghi di lavoro. Ha scapito di questa presa di posizione, purtroppo sono aumentate spaventosamente le malattie asbesto correlate con stime che per i prossimi anni saranno vicine ai 4.000 decessi all’ anno causa esposizione all’ amianto. Per questo riteniamo che sia giusto riaprire le domande per il riconoscimento dei benefici previdenziali chiuse dal giugno 2005.
Nuove realtà produttive sono nate per l’ attuazione della bonifica dei prodotti amiantiferi
( cemento/amianto ) in cui i lavoratori si troveranno esposti all’ amianto nei settori industriali come addetti alle scoibentazioni alle ristrutturazioni e demolizioni. Compreso il settore navale. In queste realtà spesso prestano la loro manodopera categorie di lavoratori deboli, italiani ed extracomunitari, verso i quali si deve avere da parte degli Enti preposti la massima vigilanza perché vengano applicate tutte le misure per la tutela della loro salute.
A tutti i lavoratori che sono stati ex esposti all’ amianto che non hanno avuto riconosciuti i diritti previdenziali della legge 257/92 perché sono andati in quiescenza prima di quella data è apparsa grave l’ ingiustizia di non esserne stati coinvolti, essi sono coloro che per il loro passato lavorativo hanno avuto un’ esposizione che in molti casi è durata tutta la vita lavorativa, nel Disegno di Legge
n° 173 è stata presa in considerazione la misura di liquidare con una tantum di 700 euro per ogni anno di esposizione per colmare in parte quell’ ingiustizia che non rende uguali tutti i lavoratori ex esposti all’ amianto.
In alcune province di cui ho notizia personalmente ( CR Capella Cantone , Cuneo Salmour ) i cittadini che sono stati coinvolti per la posa di nuove discariche per il cemento/amianto si sono organizzati in comitati contro le discariche di amianto e a favore della bonifica dei siti inquinati. Questi cittadini sono a conoscenza di nuovi sistemi di smaltimento detti “inertizatori” ed essendo, questi impianti, in grado di inertizzare l’ amianto e renderlo cedibile per il mercato dell’ industria possono essere scelti per lo smaltimento totale . Il problema quindi diventa bisness e può essere concorrenziale alle discariche riducendo i costi di smaltimento. Oggi noi esportiamo materiali contenente amianto verso
Per contrastare i rischi della salute degli esposti e dei cittadini all’ amianto e da altri veleni, essi si sono organizzati in nuove associazioni, rafforzando anche quelle già esistenti per essere piu’ rappresentativi per chiedere che il territorio nazionale venga ripulito dai veleni.
Se non verrà raggiunto l’ obiettivo di liberare al piu’ presto il nostro territorio dai cancerogeni intiere generazioni di cittadini saranno colpite da gravi patologie i numero sempre maggiore con la grave perdita di vite umane e l’ aumento della spesa per le cure fino al punto che non saranno piu’ sufficienti le risorse per curare la salute di tutti coloro che ne avranno bisogno. Già oggi in Italia si ha la probabilità di ricevere una diagnosi di cancro nell’ arco della vita ( da zero a 80 anni ) e questa situazione riguarda ormai il 50% di noi.
Molti lavoratori hanno lavorato a contatto dell’ amianto senza esserne informati, anche per questi proponiamo che siano riaperti i termini delle domande ai fini del riconoscimento dei diritti previdenziali . Queste aziende, una volta individuate, dovranno versare anche in arretrato
l’ assicurazione aggiuntiva dell’ asbesto. Va anche posto termine all’ evasione dell’ assicurazione
aggiuntiva dell’ asbesto.
Il disegno di legge n° 173 ha recepito le richieste di tutela della salute , dei diritti previdenziali per tutti gli esposti ed ex esposti compreso il fondo per le vittime.
Fino ad oggi ad ogni incontro le risposte dei governi sono state negative perché il Paese è in crisi per cui non è possibile trovare le risorse per la copertura finanziaria per il Disegno di Legge che stiamo discutendo. La salute è un bene primario che va salvaguardato in ogni circostanza dalla Sanità Pubblica per la tutela della salute e della sorveglianza sanitaria degli ex esposti e degli esposti. Riteniamo che il Governo debba affrontare con una scelta prioritaria la situazione, investendo le risorse economiche adeguate per rendere giustizia alle famiglie delle vittime con il fondo, anche per i cittadini che hanno patito malattie asbesto correlate di tipo ambientale, per la riapertura dei termini per la presentazione delle domande per i lavoratori bloccati dal decreto del giugno 2005, con l’ una tantum per gli ex esposti all’ amianto in pensione prima dell’ entrata in vigore della 257/92.
A Torino si sta svolgendo il piu’ grande processo che si sia mai svolto nel mondo per strage continuata per le morti da amianto nei confronti dell’ industriale dell’ Eternit Stefan Schmidheni reo confesso. Mai come in questa occasione le manifestazioni contro l’ amianto e per la giustizia delle vittime si sono svolte durante l’ avvio del processo Eternit nel quale, tra gli altri, l’ AIEA ha chiesto di costituirsi parte civile.
Chiediamo al Governo di fare in modo che tutti i processi per le vittime degli infortuni del lavoro e dell’ amianto e della Marina militare siano tenuti fuori dalla riforma del processo breve e possano essere celebrati in ogni grado fino al termine.
A Torino il 6,7 e 8 novembre 2009 si è tenuta la seconda Conferenza nazionale sull’ amianto promossa dall’ A.I.E.A. con molte altre Associazioni e Sindacati, i documenti conclusivi possono costituire un importante contributo di conoscenza sulla realtà dell’ amianto in Italia e dei Movimenti di lotta e delle proposte che vengono avanzate. Copia dei documenti è già stata consegnata in precedenza a questa Commissione.
TOGLIAMOCI L’ AMIANTO DALLA TESTA
Armando Vanotto
Roma 4 febbraio 2010