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mercoledì 14 luglio 2010
Gorizia: interrogatori al maxi-processo
Un teste: "Già negli anni '70 sapevamo del rischio-amianto"
Continua dinanzi al giudice monocratico Matteo Trotta, al tribunale di Gorizia, la sfilata dei testi al maxiprocesso per l’amianto. Sono ancora gli ex dipendenti del cantiere di Panzano protagonisti di questa fase del processo: lunghe deposizioni per spiegare, su richiesta del pm Luigi Leghissa, come si svolgeva il lavoro all’interno dello stabilimento navale negli anni in cui, secondo l'accusa, veniva usato l’amianto per coibentare parti delle navi. Ieri è toccato a Lucio Vittor, originario di San Canzian d’Isonzo ma residente a Duino, a sostenere un lungo interrogatorio. L’uomo, che ha operato nei cantieri nel settore sicurezza come vigile del fuoco, ha spiegato, anche su sollecitazione dei legali di parte civile e della difesa, come si svolgevano le varie fasi di lavorazione nella costruzione prima dei sommergibili e poi nelle navi commerciali. Ha confermato quanto riportato da altri testi nelle precedenti udienze, come già a metà degli anni Settanta si sapeva all’interno dei cantieri della pericolosità dell’amianto. La prossima udienza è in calendario martedì 20 luglio, poi ci sarà una lunga pausa feriale. Il processo riprenderà a settembre sempre con la deposizione dei testimoni. (fra. fem.)
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