vai
--------------
Archivio news 
 
mercoledì 21 luglio 2010
Udienza choch al processo all'Eternit
"Non c'è precauzione possibile"
"L'amianto a Casale ucciderà per altri 15 anni"

La previsione del direttore regionale della Sanità: "Non c'è precauzione possibile"

SARAH MARTINENGHI

È stata una testimonianza choc quella del direttore regionale della Sanità Vittorio Di Micheli nell'ultima udienza prima della pausa estiva al processo per le morti legate all'Eternit. Rispondendo a una domanda del pm Guariniello, ha gelato l'aula: "A Casale si può parlare di epidemia di tumori da amianto. I dati sull'incidenza sulla salute ci fanno dire che la polvere dell'Eternit ucciderà ancora per almeno quindici anni senza che possa esserci una sorta di precauzione". Ogni testimonianza al processo Eternit rimarca il peso di una tragedia cominciata mezzo secolo fa e che sinora ha provocato oltre 2200 morti. E il pubblico, sempre numeroso in aula, ha già ascoltato più volte i racconti delle terribili condizioni di lavoro, del tossico polverino respirato in fabbrica e regalato anche ai bambini, che ha falcidiato operai e abitanti causando mesoteliomi e tumori. Ma non si è mai preparati abbastanza quando esperti e professionisti forniscono i dati e le misure di un dramma senza precedenti.

Così è stato anche ieri, all'ultima udienza prima della pausa estiva, quando in aula è arrivato come teste il direttore della sanità della Regione Piemonte Vittorio De Micheli: non si è mai preparati abbastanza a sentirsi dire che per colpa dell'Eternit si morirà ancora per altri 15 anni, senza poter prendere più precauzioni di alcuna sorta, perché i danni sono ormai irreparabili. "A Casale si può parlare di epidemia da tumori di amianto - ha spiegato Demicheli - La definizione di epidemia è quando si verifica un'incidenza superiore all'attesa. Mentre nel resto del mondo, dove si usava amianto ci sono determinati livelli di incidenza sulla salute, a Casale i dati sono decisamente anomali e la cosa più' particolare è che il livello di contaminazione è alto tra i residenti, non solo tra gli ex lavoratori. A Casale i veri colpiti sono proprio i cittadini".

Il lato subdolo e malefico dell'amianto è che provoca danni a distanza nel tempo: possono passare anni, e chi ha respirato le fibre tossiche, o ha vissuto in ambienti contaminati vivrà sempre con una spada di Damocle sulla testa, con l'incertezza e la paura di potersi ammalare, oltre che di vedere i propri cari, parenti ed amici, colpiti alla stessa maniera. Così quando il procuratore Raffaele Guariniello ha preso la parola, ancora una volta un brivido ha attraversato il pubblico. "Sino a quando si morirà di amianto a Casale?" ha chiesto piano il pm scandendo bene le parole. "Questo tipo di tumore - è stata la risposta del direttore Demicheli - è legato a una bassa esposizione e quindi ha una lunghissima latenza con tumori che possono impiegare decenni a svilupparsi. Io stimo che ci si ammalerà per almeno altri 15 anni da oggi. E potrebbero essere anche di più".

Inquietanti i dati forniti a corredo della sua testimonianza: "Si verificano 250 casi di tumore legato all'amianto ogni anno. Di questi almeno 50 sono nel casalese" ha spiegato ancora. Il che significa che un tumore su cinque appartiene a Casale, e ha il "marchio" dell'Eternit. Ed è un conto che pesa anche a livello economico. Secondo le sue stime negli ultimi 20 anni la Regione Piemonte avrebbe speso due milioni e 519mila euro per la cura dei pazienti malati di mesotelioma, per pagare personale esperto, e, in parte minore, per l'utilizzo di macchinari e strutture.

Sempre all'udienza di ieri è stato ascoltato anche il segretario generale della Cgil del Piemonte Vincenzo Scudiere, che ha parlato della storia sindacale legata alla Eternit: "I nostri rapporti come sindacato partivano da Casale ma ci siamo confrontati con tutta Europa, nelle regioni dove erano presenti fabbriche Eternit e in particolare col sindacato tedesco e russo".
 

(20 luglio 2010) tratto da "la Repubblica Torino.it

archivio news >